Tito Maccio Plauto fu uno dei più importanti e conosciuti commediografi romani del III secolo a.C. Il suo genere teatrale di appartenenza era la palliata, rappresentazione teatrale di ambientazione greca in cui i personaggi sono, appunto, greci.
"L'Aulularia" è una celeberrima opera dell'autore rimasta, tuttavia, incompleta. Due sono le possibili traduzioni del termine, "Commedia della pentola" o "La pentola d'oro", il termine "aula", infatti, tradotto dal latino significa "tegame, pentola".
La protagonista effettiva della commedia è la pentola piena d'oro che il vecchio Euclione scopre sotto terra nella sua abitazione e che tiene gelosamente custodita vivendo nel terrore che qualcuno possa portargliela via.
Nel Prologo, in cui un personaggio esterno che non apparirà più nella commedia, il Lare familiare, effettua un monologo, si legge questo:
"
"
Sono il Lare"
della casa da cui mi avete visto uscire. Da molti anni la posseggo, la
casa, e la proteggo, per il padre e il nonno di quegli che ora la abita.
Ma suo nonno, un giorno, con tante preghiere e in gran segreto, mi affidò
un tesoro: lo seppellì al centro del focolare e mi supplicò di
conservarglielo. E lui, poi, quando venne a morte, avaraccio com'era, non
volle confidare la faccenda nemmeno a suo figlio, e preferì lasciarlo in
povertà piuttosto che informarlo dell'esistenza del tesoro. Gli lasciò
soltanto un po' di terra sulla quale sgobbare duramente per cavarne un
tozzo di pane. Quando poi morì quello che mi aveva affidato l'oro, io mi
diedi ad osservare se il figlio mostrasse per me maggior riguardo che suo
padre. Ma lui, lui si curava sempre meno di me e mi onorava meno che mai.
E allora io lo ripagai con la stessa moneta, sinché tirò le cuoia. Lasciò
peraltro un figlio, quello che ora abita la casa, un tipo di spilorcio tal
quale suo padre e suo nonno. Ha una figlia, una sola, la quale, tutti i
giorni dell'anno, mi prega sacrificando incenso, o vino, o altro, e
offrendomi ghirlande. È merito suo se ho consentito a suo padre, Euclione,
di scoprire il tesoro, al fine che possa trovarle, se crede, più
facilmente uno sposo.
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| Manifesto teatrale di un libero adattamento dell'opera di Filippo d'Alessio |
Fonti: Prologo Aulularia
Wikipedia

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